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IL SUCCESSO DELLA BIOEDILIZIA E LA RIMONTA DEL LEGNO


pubblicato il06/09/2017 10:00:37 sezione News
IL SUCCESSO DELLA BIOEDILIZIA E LA RIMONTA DEL LEGNO



Buini Legnami srl è in grado di fornire case in legno prefabbricate a Perugia costruite secondo i criteri della bioedilizia: contattando la nostra sede potrai conoscere tutti i dettagli di questa tecnica di costruzione sempre più diffusa.

Se invece ancora non conosci la bioedilizia, ecco alcune informazioni utili sull’argomento.

Affermatosi fra il XVIII e il XIX Secolo d.C., il cemento idraulico, vale a dire il cemento per costruzioni come siamo abituati a identificarlo al giorno d’oggi ha impiegato circa 150 anni per soppiantare, o quantomeno per relegare a un ruolo men che marginale, il legno come materia prima impiegata nell’edilizia.

Con i dovuti distinguo, beninteso, determinati soprattutto dalle latitudini e dalla maggiore o minore disponibilità dell’uno o dell’altro materiale sul mercato.

Se prendiamo il caso italiano, tuttavia (ma se prendessimo in esame gran parte dei paesi europei, americani o asiatici, il discorso sarebbe grossomodo analogo), è indubbio che il boom dell’industria edile (il quale ha avuto luogo verso la metà del secolo scorso, in particolare fra gli anni sessanta e ottanta) si sia basato soprattutto sulla diffusione, talvolta indiscriminata, delle costruzioni in cemento (armato, prevalentemente), tanto amate all’inizio per le arditezze architettoniche che la resistenza e stabilità di tale materiale consentivano, quanto deprecate in un secondo momento a causa della loro scarsa compatibilità con l’ambiente naturale.

Proprio in ragione di quest’ultimo aspetto, nel corso dei decenni architetti e ingegneri (e di concerto l’intera industria edile) hanno progressivamente riscoperto le virtù del legno come materiale da costruzione.

In tal senso, una grossa mano l’ha data lo sviluppo di tecniche sempre più sofisticate, che ottimizzando la resistenza della materia prima, alleggerendo il più possibile le strutture e approfondendo le possibilità di distribuzione e scarico a terra del peso degli edifici, ha reso possibile una vera e propria operazione di revival del legno.

Quest’ultimo, salutato come il protagonista di una sorta di rivoluzione dal basso, in base alla quale i materiali biocompatibili stanno tornando a essere attori principali dell’edilizia contemporanea, costituisce uno dei fondamenti essenziali della cosiddetta bioedilizia.

Con tale termine non si intende altro se non una branca dell’edilizia che, come poc’anzi accennato, tende a ridurre, se non a cancellare del tutto, l’impatto dei manufatti a uso abitativo sull’ecosistema.

E dunque, i prodromi sono: impiego di materiali naturali, prevalentemente di origine vegetale (legno e resine in primis, dunque), consustanziale rifiuto di elementi tossici o comunque non naturali (la salute dell’ambiente circostanze deve andare di pari passo con la salute di chi abiterà tali strutture) e la ricerca del massimo coefficiente di risparmio energetico tramite isolanti per ridurre la dispersione termica (e il legno è uno di questi) in combinazione con l’installazione di impianti fotovoltaici.

Considerata all’inizio poco più di una stravaganza per architetti pseudo-avanguardisti, la bioedilizia sta rapidamente conquistando fette di mercato sempre più ampie e le case in legno sono ormai abbastanza diffuse.

Alcune celebri strutture pubbliche costruite di recente - in parte o del tutto - in legno hanno messo in luce la duttilità e soprattutto la modernità di tale materiale. E il successo della bioedilizia sembra procedere di pari passo proprio con la riscoperta di una delle materie prime più antiche e al tempo stesso più moderne impiegate in tale campo.



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