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TASSO: DALL’ALBA DEI TEMPI

pubblicato il06/09/2017 10:42:46 sezione News
TASSO: DALL’ALBA DEI TEMPI

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Il tasso è uno dei legni più affascinanti e ricchi di storia presenti in natura. La sua presenza a fianco dell’uomo si perde nella notte dei tempi: basti pensare che il manufatto più antico mai ritrovato è una lancia fatta in legno di tasso, rinvenuta in una fossa in Bassa Sassonia, e risalente a oltre 150.000 anni fa.

Da allora, il legno di tasso è sempre stato considerato la materia prima ideale per armi da tiro come archi e balestre (e frecce ovviamente), elemento che a cavallo fra il XV e il XVI secolo porto quasi alla scomparsa di tale pianta a causa del suo sfruttamento intensivo. A salvargli la vita, per così dire, fu il rapido diffondersi delle armi da fuoco, che resero rapidamente obsoleti tali strumenti di scaturigine medievale.

L’alburno (la parte più esterna) del tasso è di un giallo molto chiaro, mentre il durame (il cuore interno del tronco) assume un colore bruno rossastro.

Particolarità: sia esternamente che al suo interno è totalmente sprovvisto di resina, fatto più unico che raro per una conifera. L’albero di tasso vanta un’estrema longevità: lasciato crescere liberamente, può vivere ben oltre i due millenni, sfondando la soglia dei tre in più di una circostanza.

La consistenza e la pesantezza del legno di tasso sono tra le maggiori riscontrabili in natura. Ciò malgrado, si tratta di un legno facilmente lavorabile, in virtù dell’alto coefficiente di elasticità e della relativa presenza di nodi (peraltro nella maggior parte dei casi di piccole dimensioni). Non risente particolarmente dell’attacco dei funghi, tuttavia necessita di essere protetto dall’anobium punctatum, un parassita le cui larve si nutrono prevalentemente di cellulosa, e che proprio nel legno del tasso, così compatto e concentrato, trovano l’habitat ideale per proliferare.

La commercializzazione del tasso, al giorno d’oggi, è decisamente problematica. Innanzitutto perché si tratta di una pianta protetta, il cui sfruttamento è pertanto soggetto a severissime restrizioni: questo anche a causa della relativa lentezza della pianta nello svilupparsi e crescere, caratteristica che rende oltremodo problematico il suo sfruttamento intensivo e ne sconsiglia l’utilizzo per tettoie in legno o strutture simili.

Inoltre, è stato riscontrato come molte parti della pianta, in particolare gli aghi, risultino tossiche per gli uomini. Di conseguenza, al di là di qualche occasionale stravaganza di falegnameria (i mobili di tasso sono estremamente rari, e come tali particolarmente preziosi), il suo impiego, comunque estremamente limitato, è confinato all’arceria tradizionale (ancora praticata soprattutto in Gran Bretagna) e all’ebanisteria (produzione di piccoli manufatti e decorazioni).



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