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PINO NERO: SPECIE RELITTA PIONIERA


pubblicato il06/09/2017 11:02:50 sezione News
PINO NERO: SPECIE RELITTA PIONIERA

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Dalle caratteristiche molto simili a quelle del pino silvestre, il pino nero si differenzia radicalmente dal suo consimile per quanto riguarda la sua diffusione. Se infatti quella del pino silvestre può essere definita massiccia, almeno in Europa (si tratta infatti di uno degli alberi più diffusi nel Vecchio Continente, secondo gli ultimi censimenti al terzo posto dopo quercia e faggio), quella del pino nero difficilmente travalica i confini delle Alpi e degli Appennini.

Per questo motivo, il pino nero è oggi considerato una specie relitta pioniera: pioniera perché è stata tra le prime specie vegetali a occupare determinate aree (grossomodo tutto il continente europeo); relitta perché oggi è confinata in un’area molto più piccola a causa della sua estinzione in altre zone.

Al pari del pino silvestre, il pino nero presenta un alburno molto chiaro, quasi biancastro, e una parte interna decisamente più scura, dove si addensano grosse quantità di resina. Tale concentrazione di materiale resinoso rende problematica una lavorazione altrimenti estremamente semplice: infatti, di per sé, il pino nero denota una certa elasticità ed è caratterizzato da un rilascio dell’umidità piuttosto rapido; tuttavia, l’elevata presenza di resina rende necessario ricorrere sovente alla sgrassatura delle superfici.

Un tempo, il legno di pino nero veniva utilizzato grossomodo per gli stessi fini del pino silvestre: vale a dire per l’estrazione della resina da utilizzare come materiale coibentante o per l’illuminazione domestica. Oggi, invece, oltre a non essere più diffuso come un tempo, è considerato un legno di scarso valore, e pertanto poco o nulla utilizzato in ambiti come la falegnameria, la realizzazione di strutture in legno e l’edilizia.

L’industria che ne fa un uso più massiccio è quella cartaria: dal pino nero, infatti, si ricava un’eccellente cellulosa, che consente un impiego decisamente eterogeneo della materia prima. Al momento, sembra essere questo l’unico ambito di riscatto del pino nero; il che, data anche la sua progressiva sparizione da molte zone d’Europa, non è detto che sia un male, anzi…



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