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PRODUZIONE MONDIALE DI LEGNO

Buini Legnami Perugia

pubblicato il07/09/2017 12:11:30 sezione News
PRODUZIONE MONDIALE DI LEGNO
Buini Legnami Perugia

Partiamo con alcuni numeri: poco meno di venti anni fa, nel 1998, la produzione annuale di legno non destinato alla combustione su scala mondiale superò il tetto degli 1,5 miliardi di metri cubi, mentre quella totale - che includeva dunque anche la legna da ardere - scendeva da 3,5 a 3,2 miliardi di metri cubi.

Un dato significativo che stava a indicare una cosa: alcune economie cosiddette “povere”, di paesi emergenti che stavano lentamente scoprendo una forma (magari effimera) di ricchezza, avevano cominciato a dismettere i loro sistemi di produzione di energia basati sulla combustione della legna per abbracciare le energie non rinnovabili.

Una sorta di patto scellerato, secondo molti, che nell’immediato diede una spinta significativa alle condizioni di vita delle fasce più deboli dei paesi coinvolti ma che prima o poi avrebbe presentato il conto.

A distanza di due decenni, con una parte consistente del mondo ormai in costante recessione economica, si sta assistendo a un fenomeno per molti versi opposto.

Vale a dire: riscoperta del legno come fonte di energia rinnovabile, attraverso pellet sempre più in offerta e progressiva diminuzione della richiesta di legno strutturale.

Non perché quest’ultimo non si usi più: tutt’altro, l’edilizia ha riscoperto con successo il legno come materia prima non meno dignitosa e affidabile del cemento, e ne fa un uso a dir poco generoso.

Solo che oggi lo utilizza in maniera più consapevole: ricicla, ottimizza, consolida, cerca insomma di trattare il legno come un bene non rinnovabile, dal momento che i processi di ripopolazione delle foreste sfruttate in maniera intensiva hanno bisogno di decenni per potersi dire completati.

Pertanto, non ha senso considerare il legno come un bene potenzialmente infinito. Una rivoluzione copernicana, almeno a livello di forma mentis, che ha finito per premiare quelle nazioni che si sono effettivamente impegnate a preservare il proprio patrimonio forestale, magari per mezzo di politiche protezionistiche persino esasperate e con la complicità di situazioni climatiche niente affatto agevoli.

È il caso della Russia, che con i suoi oltre 800.000 ettari di foreste è il paese con la maggiore copertura forestale, in termini di superficie, del mondo; un dato scalfito di poco dalla disgregazione dell’Unione Sovietica, dal momento che gran parte di queste foreste si concentrano nella gelida e inospitale Siberia Orientale.

Dietro la Russia, in ordine: Brasile, Canada, Stati Uniti, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo.

Un dato reso ancora più significativo dal fatto che, pur possedendo - sia detto nella maniera più elementare possibile - più alberi di tutti, la Russia non è al primo posto né per produzione di legname né per il suo consumo. Infatti, come in molti altri ambiti dell’economia mondiale, in testa alla produzione troviamo la sempre più vorace Cina, mentre per quanto riguarda il consumo sono gli Stati Uniti a guidare la classifica.

Due dati, questi ultimi, che rappresentano un serio e importante invito alla riflessione: perché, se da un lato è vero che in tema di sensibilizzazione ecologica sono stati fatti dei progressi evidenti, esiste ancora uno squilibrio fatale tra chi salvaguarda l’ambiente circostante e chi invece continua a produrre e a consumare in maniera smodata, mettendo a rischio la salute nostra e quella delle generazioni a venire.

Buini legnami è da decenni un riferimento per quanto attiene la vendita di pellet in offerta a Perugia e di case in legno prefabbricate.



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